Tassonomia della comunicazione umana

(Scritto da ChatGPT come riassunto di un dialogo che abbiamo avuto sul tema in oggetto.)

Comunicare significa rendere qualcosa accessibile a un altro agente attraverso un sistema di segni. Gli esseri umani comunicano continuamente: parlano, scrivono, raccontano, descrivono, chiedono, rispondono, mostrano, esprimono emozioni, formulano giudizi, impartiscono ordini, fanno promesse.

Ma che cosa può comunicare un essere umano?

Per rispondere a questa domanda è utile distinguere due aspetti che spesso vengono confusi: il contenuto della comunicazione e la funzione della comunicazione.

Il contenuto riguarda ciò che viene comunicato: un fatto, un evento, un’emozione, un desiderio, un’intenzione, un valore, ecc.

La funzione riguarda invece ciò che l’agente fa attraverso la comunicazione: informa, descrive, spiega, persuade, chiede, ordina, propone, coordina, ecc.

Le due dimensioni sono indipendenti. Uno stesso contenuto può essere comunicato con funzioni diverse e una stessa funzione può essere applicata a contenuti diversi.

Posso, per esempio, comunicare un evento per informare qualcuno, per raccontare una storia, per spiegare una situazione oppure per convincere qualcuno di qualcosa.

I contenuti della comunicazione

Esistenza

Possiamo comunicare che qualcosa esiste, è presente, è assente o non esiste.

«C’è qualcuno alla porta.»

«Il problema esiste ancora.»

«Non c’è più benzina.»

La comunicazione dell’esistenza porta qualcosa nell’orizzonte cognitivo dell’altro.

Fatti ed eventi

Possiamo comunicare che qualcosa è accaduto, sta accadendo o accadrà.

«Ieri ha piovuto.»

«Giovanni è partito.»

«Domani arriverà Maria.»

Un fatto può essere comunicato semplicemente come informazione oppure può essere inserito in una descrizione, in una spiegazione o in un racconto.

Oggetti e caratteristiche

Possiamo comunicare l’esistenza di oggetti e le loro caratteristiche, proprietà, dimensioni, quantità e relazioni.

«Il tavolo è di legno.»

«La casa è molto grande.»

«La distanza tra le due città è di cento chilometri.»

La descrizione seleziona alcune caratteristiche dell’oggetto e le rende comunicabili.

Situazioni

Possiamo comunicare come sono organizzati, in un determinato momento, gli elementi di una situazione.

«La stanza è vuota.»

«La situazione politica è cambiata.»

«Tra loro c’è un conflitto.»

La situazione può comprendere persone, oggetti, azioni, relazioni, condizioni e possibilità.

Azioni

Possiamo comunicare che qualcuno ha fatto, sta facendo o farà qualcosa.

«Marco ha telefonato.»

«Giovanni sta preparando la cena.»

«Domani partirò.»

Possiamo comunicare tanto le nostre azioni quanto quelle degli altri.

Esperienze

Possiamo comunicare ciò che abbiamo percepito, vissuto o sperimentato.

«Ho visto qualcosa di strano.»

«Ho sentito un rumore.»

«Mi sono trovato in una situazione molto particolare.»

L’esperienza non viene trasferita direttamente all’altro. Viene trasformata in una rappresentazione comunicabile.

Pensieri, conoscenze e credenze

Possiamo comunicare ciò che pensiamo, sappiamo, ricordiamo, immaginiamo o crediamo.

«So che è successo.»

«Credo che arriverà domani.»

«Non ricordo cosa sia successo.»

È importante distinguere il contenuto della credenza dalla credenza stessa. «Piove» comunica qualcosa riguardo al mondo; «credo che piova» comunica anche il rapporto cognitivo dell’agente con quella proposizione.

Spiegazioni e cause

Possiamo comunicare le relazioni che riteniamo esistere tra fenomeni.

«È successo perché ha piovuto.»

«Il motore si è fermato perché mancava il carburante.»

La spiegazione cerca di rendere intelligibile un fenomeno mettendolo in relazione con altri fenomeni.

Interpretazioni e significati

Possiamo comunicare il significato che attribuiamo a qualcosa.

«Secondo me non l’ha fatto per cattiveria.»

«Credo che il suo comportamento significhi che ha paura.»

L’interpretazione non comunica semplicemente ciò che è osservabile, ma propone un modo di comprendere ciò che è osservabile.

Narrazioni

Possiamo comunicare una sequenza organizzata di eventi.

«Prima è successo questo, poi quest’altro e infine siamo arrivati alla stazione.»

La narrazione seleziona, ordina e collega gli eventi, costruendo una rappresentazione dotata di una struttura temporale e spesso anche causale o intenzionale.

Desideri e bisogni

Possiamo comunicare ciò che desideriamo, ciò di cui abbiamo bisogno o ciò che preferiamo.

«Vorrei partire.»

«Ho bisogno di aiuto.»

«Vorrei che venissi con me.»

Intenzioni e decisioni

Possiamo comunicare ciò che intendiamo fare e ciò che abbiamo deciso di fare.

«Domani partirò.»

«Ho deciso di cambiare lavoro.»

L’intenzione riguarda un’azione futura che l’agente considera possibile o desiderabile.

Emozioni e stati interni

Possiamo comunicare i nostri stati interni.

«Sono felice.»

«Sono arrabbiato.»

«Ho paura.»

«Sono stanco.»

Possiamo farlo attraverso una descrizione esplicita oppure attraverso l’espressione non verbale dello stato.

Valutazioni

Possiamo comunicare giudizi riguardo a qualcosa.

«È una buona soluzione.»

«Questo comportamento è ingiusto.»

«Quel film è bellissimo.»

La valutazione attribuisce a qualcosa una qualità positiva o negativa secondo un determinato criterio.

Valori e principi

Possiamo comunicare criteri generali di valutazione.

«La libertà è importante.»

«Bisogna mantenere le promesse.»

«Le persone dovrebbero essere trattate con rispetto.»

I valori possono essere utilizzati per valutare situazioni, comportamenti e decisioni.

Identità

Possiamo comunicare informazioni riguardo a noi stessi e alla nostra identità.

«Sono un insegnante.»

«Sono una persona curiosa.»

«Per me questa cosa è importante.»

Possiamo inoltre comunicare come desideriamo essere considerati dagli altri.

Relazioni

Possiamo comunicare informazioni relative al rapporto tra due o più agenti.

«Mi fido di te.»

«Sono d’accordo con te.»

«Non voglio più parlare con lui.»

La relazione stessa può quindi diventare oggetto della comunicazione.

Le funzioni della comunicazione

Gli stessi contenuti possono essere utilizzati per svolgere funzioni diverse. La seconda dimensione della tassonomia riguarda quindi ciò che l’agente fa comunicando.

Informare

Informare significa modificare le conoscenze dell’altro fornendogli qualcosa che presumibilmente non conosce.

«Il treno parte alle cinque.»

«Ieri ha piovuto.»

L’informazione può riguardare praticamente qualsiasi contenuto.

Descrivere

Descrivere significa fornire una rappresentazione delle caratteristiche di qualcosa.

«La casa è bianca e ha tre finestre.»

La descrizione è quindi una modalità di organizzazione e comunicazione delle informazioni.

Narrare

Narrare significa organizzare e comunicare una successione di eventi.

Il racconto può avere funzione informativa, ma può anche avere funzioni emotive, persuasive, educative o relazionali.

Spiegare

Spiegare significa rendere qualcosa comprensibile mostrando relazioni tra elementi.

«È successo perché…»

La spiegazione non aggiunge necessariamente nuovi fatti: può invece organizzare fatti già conosciuti in una struttura che ne renda comprensibile la connessione.

Interpretare

Interpretare significa proporre un determinato significato o una determinata lettura di qualcosa.

«Questo comportamento può essere interpretato come una reazione alla situazione precedente.»

L’interpretazione può essere presentata come ipotesi, opinione o conclusione.

Valutare

Valutare significa comunicare un giudizio secondo un determinato criterio.

«Questa soluzione è troppo costosa.»

«È stata una decisione sbagliata.»

La valutazione può basarsi su criteri pratici, morali, estetici, economici, personali o di altro tipo.

Esprimere

Esprimere significa rendere comunicabile qualcosa del proprio stato interno: un’emozione, un desiderio, un atteggiamento, un pensiero.

«Sono preoccupato.»

«Mi piace.»

«Non ne posso più.»

L’espressione può essere esplicita oppure indiretta.

Domandare

Domandare significa cercare di ottenere dall’altro un’informazione o un’altra forma di risposta.

«Che cosa è successo?»

«Dove sei stato?»

«Perché l’hai fatto?»

Chiedere

Chiedere significa cercare di ottenere dall’altro un’azione, un oggetto, una prestazione o una disponibilità.

«Mi puoi aiutare?»

«Passami il sale.»

«Puoi venire domani?»

La richiesta cerca di modificare il comportamento dell’altro senza necessariamente imporlo.

Ordinare e vietare

L’ordine prescrive un comportamento; il divieto ne prescrive l’assenza.

«Chiudi la porta.»

«Fermati.»

«Non entrare.»

Queste forme di comunicazione sono particolarmente importanti nelle situazioni caratterizzate da asimmetrie di potere o da regole condivise.

Autorizzare

Possiamo comunicare che un determinato comportamento è consentito.

«Puoi entrare.»

«Puoi usare la mia macchina.»

L’autorizzazione modifica lo spazio delle azioni considerate lecite o possibili per l’altro.

Proporre

Proporre significa rendere disponibile una possibilità di azione.

«Andiamo al cinema?»

«Facciamo una passeggiata.»

Una proposta non impone necessariamente il comportamento, ma apre una possibilità che l’altro può accettare o rifiutare.

Offrire

Offrire significa mettere qualcosa a disposizione dell’altro.

«Ti accompagno io.»

«Se vuoi, posso aiutarti.»

L’offerta crea una possibilità di scambio o di cooperazione.

Promettere e impegnarsi

Promettere significa comunicare un impegno relativo a un comportamento futuro.

«Ti prometto che verrò.»

La promessa non si limita a informare l’altro di un’intenzione: crea anche un’aspettativa e una particolare relazione di impegno tra gli agenti.

Convincere

Convincere significa cercare di modificare le convinzioni dell’altro attraverso argomenti, ragioni, prove o altri mezzi persuasivi.

«Ti spiego perché penso che sia così.»

La persuasione può riguardare fatti, interpretazioni, valutazioni, valori o decisioni.

Influenzare

Influenzare significa cercare di modificare lo stato dell’altro: ciò che pensa, prova, desidera o fa.

L’influenza può essere intenzionale o non intenzionale e può avvenire attraverso informazioni, emozioni, argomenti, richieste, esempi, minacce, promesse o altri comportamenti comunicativi.

Coordinare

Coordinare significa utilizzare la comunicazione per organizzare le azioni di più agenti.

«Tu vai da questa parte e io dall’altra.»

«Ci incontriamo alle cinque.»

La coordinazione permette a più agenti di organizzare le proprie azioni in relazione reciproca.

Relazionarsi

Comunicare può infine essere un modo di costruire, mantenere, modificare o interrompere una relazione.

«Mi fido di te.»

«Sono dalla tua parte.»

«Non voglio più avere rapporti con te.»

In questo caso la comunicazione non riguarda soltanto qualcosa che accade tra gli agenti: la comunicazione stessa modifica ciò che accade tra gli agenti.

Contenuto e funzione

La distinzione tra contenuto e funzione permette di comprendere perché sia difficile costruire una classificazione unidimensionale della comunicazione.

«Ho paura.»

Il contenuto è uno stato interno; la funzione principale può essere quella di esprimere.

«Ho paura che quella strada sia pericolosa.»

Il contenuto comprende un’esperienza interna e una valutazione della situazione; la funzione può essere informativa, ma anche orientativa.

«Non andare da quella parte.»

Il contenuto riguarda un’azione possibile; la funzione è prescrittiva.

«Secondo me non dovresti andare da quella parte perché la strada è pericolosa.»

Qui vengono combinati descrizione, valutazione, spiegazione e influenza.

La comunicazione reale è quindi normalmente multifunzionale.

La comunicazione come azione

Questa distinzione porta a una conclusione importante. Comunicare non significa soltanto trasferire informazioni da un agente a un altro.

Quando comunico, posso modificare la rappresentazione che l’altro ha della realtà, ma posso anche modificare la sua motivazione, le sue emozioni, le sue intenzioni e il suo comportamento.

Posso inoltre modificare la relazione tra noi.

Una frase come «Ti prometto che verrò» non descrive semplicemente una realtà: produce un impegno.

«Puoi entrare» modifica ciò che l’altro è autorizzato a fare.

«Andiamo insieme» propone una possibile azione comune.

«Non mi fido più di te» modifica esplicitamente la situazione relazionale.

La comunicazione è quindi contemporaneamente rappresentazione e azione.

Una matrice della comunicazione

La tassonomia può essere rappresentata come una matrice nella quale una dimensione riguarda ciò che viene comunicato e l’altra riguarda ciò che si fa comunicando.

I contenuti possono essere:

  • esistenze
  • fatti ed eventi
  • oggetti e caratteristiche
  • situazioni
  • azioni
  • esperienze
  • pensieri, conoscenze e credenze
  • cause e spiegazioni
  • interpretazioni e significati
  • narrazioni
  • desideri e bisogni
  • intenzioni e decisioni
  • emozioni e stati interni
  • valutazioni
  • valori e principi
  • identità
  • relazioni

Le funzioni possono essere:

  • informare
  • descrivere
  • narrare
  • spiegare
  • interpretare
  • valutare
  • esprimere
  • domandare
  • chiedere
  • ordinare
  • vietare
  • autorizzare
  • proporre
  • offrire
  • promettere
  • impegnarsi
  • convincere
  • influenzare
  • coordinare
  • relazionarsi

Queste due liste non devono essere considerate categorie rigidamente separate. Costituiscono piuttosto due assi attraverso i quali è possibile analizzare qualsiasi episodio comunicativo.

La domanda «Che cosa sta comunicando?» riguarda il contenuto.

La domanda «Che cosa sta facendo comunicando?» riguarda la funzione.

Questa distinzione permette di osservare la comunicazione non come un semplice trasferimento di messaggi, ma come un insieme di operazioni attraverso le quali gli agenti costruiscono rappresentazioni reciproche, rendono accessibili i propri stati interni, coordinano le proprie azioni e modificano continuamente la situazione nella quale si trovano.

Comunicare significa, in definitiva, mettere qualcosa in comune attraverso i segni e, attraverso questo, modificare ciò che gli agenti sanno, pensano, provano, vogliono, fanno e sono gli uni rispetto agli altri.

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